La maggiore sensibilità per l’ambiente sta cambiando anche le nostre scelte di acquisto, sempre più consapevole. La coscienza “verde”, secondo una recente indagine, coinvolge circa due terzi degli italiani, soprattutto donne tra i 35 e i 54 anni. La tendenza è quella di privilegiare le aziende che hanno una reale attenzione per i tre aspetti della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Una valutazione che, per circa un terzo dei consumatori, sta diventando più importante del prezzo di un prodotto. Secondo la stessa ricerca gli italiani sono disposti a spendere di più per: lampadine led, elettrodomestici a basso consumo, prodotti bio, energia rinnovabile e abbigliamento naturale e sostenibile.

Di conseguenza anche la comunicazione dei brand deve saper giustificare in modo trasparente il maggior costo dei prodotti sostenibili e i vantaggi che li caratterizza: la maggiore qualità, i materiali riciclabili, l’etica sociale.

Le motivazioni principali del consumo consapevole sono la responsabilità verso le generazioni future, il rispetto per l’ambiente e lo stare bene in modo sano e naturale. Un esempio: la riduzione delle bottiglie di plastica, sostituite da borracce termiche o da bottiglie in alluminio e caraffe filtranti, è uno dei segnali della lotta ambientale. Ed è proprio in quest’ambio che un famoso brand di acqua minerale ha impostato la sua recente campagna affermando di essere l’unica azienda del settore ad avere uno stabilimento dedicato al riciclo, che toglie dall’ambiente 20.000 tonnellate di plastica all’anno, più di quante ne usa per produrre bottiglie con plastica riciclata.
Inoltre le B-corporation o le Società di Benefit sono modelli di business che portano profitti e benefici non solo agli azionisti, ma anche a dipendenti, fornitori, comunità locale, ambiente.
In quest’ottica il brand che comunica la sostenibilità diventa un educatore sui temi sociali e rappresenta un’ispirazione per il proprio pubblico.