L’evoluzione tecnologica ha messo in evidenza la possibilità di poter relazionarsi sempre e costantemente attraverso un devices aumentando le connessioni e le relazioni tra persone.  La qualità di queste connessioni, dei servizi web che ci vengono offerti, per fortuna sta diventando alla portata di tutti. Anche se la tecnologia ogni giorno va avanti, c’è qualcuno che sempre rischia di rimane indietro. C’è specchiochi è ipovedente, chi ha difficoltà nell’utilizzo delle mani, c’è chi non vede i colori e chi non riesce a leggere in maniera “normale” . Ma cosa è il “normale” sul web? Vuol dire essere consultabile, usabile, comprensibile a tutti, mantenendo al centro non solo gli strumenti, ma anche chi deve adoperarli. Nel mondo tutti o quasi hanno un dispositivo mobile connesso ad internet e chiunque deve avere gli strumenti ad hoc per usare i dispositivi in base alle proprie necessità. Già nel 2004 con la legge Stanca molto è stato fatto in Italia e i temi dell’usabilità e dell’accessibilità sono caldi e menomale che lo sono! Ma non bisogna mai sentirsi arrivati: nel 2016 si parla di “rights for all” e così deve essere anche nel mondo 3.0, un mondo sicuramente virtuale, ma che esiste e deve essere alla portata di tutti gli utenti. Sono loro i protagonisti del web, coloro che hanno qualcosa da dire, o meglio da condi-videre con la rete e quindi sono loro al centro.
Lo si può definire “il ritorno dell’antropocentrismo”, antropocentrismo 3.0 oppure semplicemente un nuovo antropocentrismo perché, vedendo il bicchiere mezzo pieno, il web fa sentire meno soli mettendo al primo posto gli utenti, le persone, così come nel 1400 c’era l’uomo e solo lui al centro.
Stiamo vivendo un nuovo momento storico, ma non tutti si accorgono di quanto sia importante garantire le stesse possibilità di accesso alla tecnologia. Anche essere consapevoli di questa fase di transizione vuol dire accorgersi dei cambiamenti e dare (o tentare di dare) le risposte adeguate.  “Ecologia dei siti Web” di Maurizio Boscarol è sicuramente volume che si propone come punto di partenza, perché affronta dal lato teorico e pratico, come realizzare delle piattaforme a “misura d’uomo”; anche “Usabilità dei siti web: curare l’esperienza d’uso in Internet” di Michele Visciola propone delle riflessioni sulla valenza etica dell’interazione uomo-macchina illustrando una visione attuale della situazione italiana.
Questi due volumi sono particolarmente interessanti perché, dopo averli approfonditi, mettono in luce aspetti che non sono sempre considerati e aiutano ad avere una percezione più completa del momento tecnologico attuale che stiamo vivendo. 

 

Autore: Chiara Cuttica