Argomento spinoso quanto inflazionato, la creatività è un tema sul quale si ritorna spesso perché è, inevitabilmente, uno degli aspetti fondamentali della comunicazione. Spesso invocata, anche a sproposito, come l’elemento decisivo per emergere, distinguersi e creare visibilità.
Ma, che cos’è la creatività? Che cosa si intende per pensiero creativo?
I tentativi di definizione sono innumerevoli ed è spesso facile preda di “facilitatori” improvvisati, che promettono di diventare “creativi” in poco tempo.

Sbrigativamente potremmo già concludere con la più volte citata frase di Thomas Edison che definiva il genio costituito dall’1 per cento di ispirazione e il 99 per cento di fatica (“Genius is one percent inspiration, ninety-nine percent perspiration”).
Tuttavia, per affrontare un po’ più seriamente la questione, è necessario sgomberare il campo e fare una netta distinzione tra il pensiero creativo e le tecniche per svilupparlo.

Molti autori sono concordi nel definire la creatività come una capacità e non un talento, ovvero: la capacità di pensare in modo creativo è uno stile di pensiero, una prerogativa che appartiene a tutti. Ognuno di noi ha già fatto esperienza di soluzioni creative di fronte ad un problema quotidiano. Questo perché la creatività non è una qualità dell’espressione artistica, ma è applicabile in molti altri contesti.

 

DEFINIZIONI DI CREATIVITÁ

Annamaria Testa sintetizza scrivendo che la creatività “procede essenzialmente per associazioni tra idee, concetti, fatti, e dà origine a idee e concetti nuovi, invenzioni, scoperte: insomma, a risultati tanto originali quanto efficaci. L’intuizione che la creatività sia uno stile di pensiero, che deriva da un altrettanto specifico atteggiamento mentale e comportamentale, nasce agli inizi del Novecento. (…) la capacità di produrre pensiero creativo, come quella di comunicare o di apprendere, è una metacompetenza, cioè un’abilità trasversale, che può essere applicata a campi diversi (arti, scienze, tecnologia, impresa…). La stessa creatività che consente ai singoli individui di sviluppare e mettere a frutto una quantità di capacità specifiche ha permesso all’umanità di progredire conquistando conoscenze, producendo cultura e praticando attività sempre più complesse.”

Altrettanto utile e fondamentale è la classica distinzione, esemplare per semplicità e chiarezza, che Bruno Munari ha fatto tra le seguenti espressioni:
“Per prima cosa, occorre distinguere tra fantasia, immaginazione e invenzione tramite definizioni provvisorie.
La fantasia permette di pensare qualcosa che prima non c’era (anche cose non realizzabili praticamente) senza alcun limite: istituendo collegamenti con elementi già conosciuti, la fantasia opera nella memoria facendo nuovi collegamenti.
L’invenzione produce qualcosa che prima non c’era senza porsi problemi estetici ma occupandosi dell’aspetto funzionale.
La creatività usa fantasia e invenzione per produrre qualcosa di realizzabile e funzionante.
L’immaginazione, invece, è la facoltà che permette di immaginare ciò che la fantasia, la creatività e l’invenzione producono.”
Potete seguire i suoi interventi su questi temi in questa serie di video del 1992.

 

LA CREATIVITÁ NON SI INSEGNA, L’ISPIRAZIONE NON ESISTE.

In un intervento altrettanto efficace lo scrittore Alessandro Perissinotto domanda retoricamente: si può insegnare creatività? La risposta è no.
Non si può insegnare a essere creativi. Questo perché, come già detto, la creatività non è un talento ma una prerogativa. Ognuno di noi ha la propria creatività. L’ispirazione (altro termine pericolosamente “sdrucciolevole”) intesa come una sorta di deus ex machina che viene a suggerirci l’idea creativa geniale non esiste.
Secondo Perissinotto l’ispirazione è tutta nello sguardo, ovvero nel modo in cui noi guardiamo le cose. L’ispirazione sta tutta nel modo in cui noi ci lasciamo “ferire” dalle cose che guardiamo. Non basta guardare, è necessario aprire una fenditura nella nostra corazza e lasciare che le cose osservate entrino dentro di noi e, per l’appunto, ci “feriscano”. Questo processo deve essere per forza selettivo, perché se ci lasciassimo “ispirare” a questo modo da tutti i nostri accadimenti quotidiani ne saremmo devastati.
A questo punto è necessario precisare che per passare dalla creatività alla creazione, ovvero dall’idea creativa alla sua espressione compiuta, sono necessari degli strumenti e delle tecniche. Ed è questo corredo di utensili, è questa “ferramenta” quella che, approfittando della confusione in materia, viene fatta passare in modo erroneo per “creatività” tout court.
Perissinotto continua argomentando che spesso per arrivare alla creazione è necessario procedere per sottrazione, ovvero spesso è utile togliere, anziché aggiungere (less is more). Togliere è una strategia espressiva per far emergere la cosa che vogliamo mettere in evidenza.
Questo è il video del suo intervento all’Istituto Italiano di Amsterdam da cui sono stati tratte le sue osservazioni.

 

UN PO’ DI FERRAMENTA PER ALLENARE LA CREATIVITÁ

Per chi ha a che fare con la comunicazione artistica, pubblicitaria e con il design, fondamentale è andarsi a leggere e rileggere come una bibbia i saggi di Bruno Munari: Arte come mestiere, Artista e designer, Da cosa nasce cosa, Design e comunicazione visiva, Fantasia. Oltre che un grande artista e designer è forse l’unico, e non solo in Italia, ad avere avuto la capacità di spiegare in modo semplice e chiaro il processo creativo. I suoi scritti riescono a portare chi li legge a capire per lo meno come e cosa si può arrivare a fare usando bene il nostro cervello e la nostra sensibilità.

Nuovoeutile di Annamaria Testa è un valido e professionale punto di riferimento per trovare utili spunti di riflessione, link e argomenti trattati da chi ha fatto e continua a fare la storia della comunicazione in Italia. Altrettanto utile il suo libro-palestra Minuti scritti. Qui alcune pagine da sfogliare online. E per chi vuole una pillola da un minuto su che cos’è la creatività secondo il suo punto vista guardatevi questo video.

Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada è altrettanto ricco di consigli e materiali da scaricare, tra cui, ad esempio questa serie di link sulle mappe mentali e il confronto con altre tecniche di pensiero laterale (come, ad esempio, i Sei cappelli per pensare di Edward De Bono), commentato da Umberto Santucci e utilizzate principalmente nell’ambito del problem solving.

Combinatoria della creatività è un testo liberamente scaricabile dal sito ufficiale di Umberto Eco che propone un’ipotesi interessante e speculativa sul destino delle idee creative.

Infine potete godervi questa Guida Intergalattica per Giovani Illustratori di Alessandro Gottardo (aka Shout), uno degli illustratori italiani di maggior successo all’estero. Nonostante il titolo l’articolo è una guida seria e sintetica, ricca di consigli semplici ed efficaci su come approcciarsi con quella che viene comunemente definita illustrazione concettuale (ovvero l’uso di metafore visuali per illustrare un’idea), una delle migliori espressioni di comunicazione visuale.