La prospettiva di un mondo sostenibile è diventata ormai una necessità imprescindibile. Anche nel settore della carta, nonostante la digitalizzazione, i consumi sono sempre aumentati. Si calcola che dagli anni ’80 dello scorso millennio al 2010 il consumo sia stato quasi del 50% in più (fonte: Economist). Sempre nel 2010 solo l’Italia ha consumato quasi 11 milioni di tonnellate di carta (secondo i dati del Bureau of International Recycling). In questi ultimi anni la produzione mondiale di carta registra una lieve flessione, ma l’impatto ecologico resta elevato. Secondo i dati della FAO, nel 2013 sono stati prodotti 397,6 milioni di tonnellate di carta e cartone. Il 54% è stato usato per confezionamenti e imballaggi, il 26% per stampa e scrittura, il 7% per giornali e l’8% per tessuti quali tovagliolini e carta igienica. Sempre secondo la FAO, nel 2013 la produzione di carta riciclata ha raggiunto i 215 milioni di tonnellate, pari al 54% della carta messa in circolazione. La produzione di carta riciclata richiede il 60% in meno di energia e l’80% in meno d’acqua rispetto alla carta vergine, e genera il 95% in meno di inquinamento atmosferico.
In questo quadro generale si inserisce anche la ricerca e la produzione di carta fatta con materiali alternativi alla cellulosa.

Carta dalla pietra 
Progetto italiano che ormai ha già qualche anno alle spalle è quello della Repap Ogami che, con uno speciale metodo di lavorazione, è riuscita a produrre quaderni partendo dal carbonato di calcio, un sottoprodotto del calcare. In questo post un interessante e approfondito test sui plus e minus del prodotto. Si basa sul riciclo degli scarti di lavorazione derivati dalla raccolta effettuata presso cave di pietra o rifiuti edili.

Carta da alghe, crusca, arance, lenticchie e altri residui agro-alimentari 
In questo settore molto si è spesa la Cartiera Favini nella proposta di una serie di allestimenti molto interessanti. Una di queste proposte è la carta ecologica Crush realizzata con gli scarti di lavorazioni agro-industriali di mais, agrumi, kiwi, olive, mandorle, nocciole, caffè, lavanda e ciliegia e uva. Alla lista alimentare si aggiunge anche la lenticchia. Nasce dal riciclo dei rifiuti ottenuti da questo legume: una carta bio e riciclabile che permette di risparmiare il 15% di cellulosa proveniente dagli alberi. Oppure la CartaCrusca, prodotta in esclusiva per Barilla, sostituendo il 20% di cellulosa con crusca non più utilizzabile per il consumo alimentare.
Favini ha brevettato il processo di produzione di Shiro Alga Carta, una carta ecologica unica prodotta con alghe. Originariamente, questa carta fu ideata per impiegare le alghe che proliferavano in maniera abnorme nella Laguna di Venezia danneggiandone il fragile ecosistema. Ora questo concetto è stato esteso per proteggere altre aree marine in pericolo.

Carta dal cuoio 
Infine la nuova frontiera del riuso creativo (up-cycling) nel settore carta: Remake, una carta innovativa che contiene il 25% di fibre di collagene provenienti dai residui di lavorazione del cuoio. Riciclabile e compostabile al 100% è una carta dedicata alla stampa di pregio e al packaging di lusso. Remake è un ottimo esempio di quello che s’intende per economia circolare: un prodotto che prima veniva considerato come rifiuto, oggi torna ad essere disponibile per un nuovo ciclo. Le fibre di collagene hanno molte somiglianze alle fibre di cellulosa e possono essere separate – chiamato elementarizzazione delle fibre – solamente attraverso processi fisici.